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137: chi è che chiama dall’Universo? La mostra fotografica a Spazio5

È ancora visibile al pubblico fino al 30 maggio presso Spazio5 – via Crescenzio 99/D (in zona Prati, a pochi metri da piazza del Risorgimento e non lontano dalla metro Ottaviano) – la mostra 137: chi è che chiama dall’Universo?

«Il progetto nasce da una convinzione: che il vero ostacolo alla comprensione di questa epoca non sia la mancanza di informazioni, ma l’ossessione per il tempo e la paura che vi si annida. Spostare lo sguardo dal tempo allo spazio – dalla cronologia alla coscienza – è il gesto che questa mostra propone» (Anam)

137: la domanda che l’Universo non smette di fare? Ventuno fotografie, ventuno poesie. Una mostra in cui l’immagine e la parola cercano insieme ciò che l’occhio non riesce a vedere.

C’è un numero che fisici, mistici e poeti hanno inseguito per secoli: 137. È la costante di struttura fine, il valore adimensionale che governa la luce e la materia, e che ancora oggi nessuna teoria riesce a spiegare del tutto.

È anche il titolo della mostra aperta il 22 maggio presso Spazio5 a Roma: 137: chi è che chiama dall’Universo?

Ventuno fotografie accompagnate da ventuno poesie originali compongono un corpo unico, stratificato, in cui l’immagine non illustra il testo e il testo non descrive l’immagine: i due linguaggi si interrogano, si affiancano, si lasciano in sospeso l’uno sull’altro. Ogni opera è una soglia. Ogni soglia invita a fermarsi.

L’autore ha scelto di presentarsi sotto il nome “Anam”, dal sanscrito “senza nome”, in eco all’espressione gaelica “Anam Cara” (“anima amica”). Una firma che è già un manifesto: non è la persona a dover catturare l’attenzione, ma l’opera. Le fotografie e le poesie esistono come magneti, strumenti di risonanza fra chi guarda e qualcosa di più vasto – quella coscienza impalpabile e veloce come vento che nessun cronometro può misurare.

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