In occasione del Concertone del Primo Maggio, andato in scena come da tradizione in piazza San Giovanni, non sono mancate le polemiche. L’Associazione Fotoreporter Professionisti Associati (FPA) ha denunciato l’esclusione di numerosi fotografi professionisti, parlando apertamente di “palese violazione dei diritti dei lavoratori” proprio nella giornata che li celebra.
Nei giorni precedenti all’evento, i fotoreporter avevano sperato in un ripensamento, dopo alcune aperture informali da parte degli organizzatori. Tuttavia, gli accrediti non sono mai arrivati. La motivazione ufficiale è stata la limitata disponibilità di spazio, ma la FPA ha contestato duramente questa giustificazione, sostenendo che sarebbe bastata una semplice riorganizzazione per permettere l’ingresso di qualche fotografo in più.
A generare ulteriore malcontento è stato l’utilizzo, definito strumentale, di una vecchia segnalazione sugli affollamenti sotto palco da parte del pubblico munito di smartphone. Una situazione che, secondo i professionisti, non era più attuale e non giustificava l’esclusione.
Particolarmente critico è stato anche il silenzio dei sindacati, promotori dell’iniziativa, che secondo l’associazione non sono intervenuti a difesa di una categoria già fragile nel panorama della comunicazione. “Nel giorno in cui si celebra il lavoro, ci siamo trovati a dover difendere il diritto a svolgere il nostro”, ha scritto la FPA in una nota ufficiale.
L’episodio ha suscitato un ampio dibattito, sollevando interrogativi sulla gestione dell’evento e sulla reale attenzione verso i diritti delle professioni legate al mondo dell’informazione.
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