Torna il Festival della Fotografia Etica, giunto alla sua XVI edizione, che trasforma ancora una volta Lodi nella capitale italiana del reportage visivo. Per un mese, oltre venti mostre animeranno chiostri, palazzi storici, musei, giardini e piazze, offrendo uno sguardo potente e senza mediazioni sulle storie che definiscono il nostro tempo.
La fotografia come strumento civile
Il tema centrale è la “fotografia necessaria”: immagini che non si limitano a documentare, ma che interrogano lo spettatore sulle contraddizioni e sulle crisi globali. Non a caso, l’immagine simbolo del festival è “The Tragedy of Gaza” di Loay Ayyoub, un fotogramma crudo e diretto che diventa manifesto della volontà di guardare in faccia le tragedie contemporanee.
I numeri e i premi
Con più di 1.000 opere di 1.002 fotografi da 80 nazioni, il festival conferma la sua vocazione internazionale. Cuore della rassegna è il World Report Award 2025, che premia progetti di grande impatto sociale:
- Federico Ríos (Master Award) con Paths of Desperate Hope;
- Cinzia Canneri con Women’s Bodies as Battlefields;
- Diego Fedele (Spotlight Award) con In The Shadow of a Deadly Sky;
- Loay Ayyoub con The Tragedy of Gaza (Short Story).
Un festival diffuso
Le mostre sono aperte nei weekend (sabato e domenica) dalle 9:30 alle 20:00, fino al 26 ottobre. Accanto alle esposizioni, un ricco programma di visite guidate, talk d’autore, presentazioni di libri, letture portfolio e proiezioni. Per vivere appieno il festival è disponibile un abbonamento unico che consente l’accesso a tutte le mostre e agli eventi collaterali.
Il fulcro organizzativo rimane lo Spazio Comune Lodi, ma le sedi espositive si estendono nel centro storico e nei comuni limitrofi,



