La fotografia ha la stessa funzione della felicità. Amplifica gli eventi, spiega le ali delle cose.
L’incontro con Papa Francesco è la felicità di un fotografo, quantomeno lo è per la sottoscritta. Senza esagerare, al mattino presto la Piazza San Pietro è veramnte magica.
L’attesa è una gioia: i fedeli, tantissimi da tutto il mondo, arrivano fin dalle prime luci del giorno per assistere all’udienza generale e per ascoltare la catechesi del Santo Padre.
Francesco si presenta in questa luce color limone, è entusiasta e festante mentre lo conducono tra la folla e i bambini lo rincorrono in un dolcissimo inseguimento. La Piazza è meravigliosa e colorata, il Santo Padre stesso racconta che “la comunicazione è gioia, è un tesoro nascosto”.
E davvero, mentre corro su per la stretta scala a chiocciola del braccio di Carlo Magno per inventarmi qualche scatto dall’alto, a me sembra che la stessa fotografia – che è giornalsimo, comunicazione e cronaca di immagini – abbia a che fare con ciò che non si vede. La fotografia è portare alla luce qualcosa di ricco e di sommerso, è circumnavigare un’isola che forse non raggiungeremo mai. Eppure, questa mattina il Santo Padre ci ha mostrato che il nostro lavoro è nutrimento e speranza.
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