Padre Paolo Benanti, teologo e consultore di Papa Francesco sui temi dell’IA e dell’etica tecnologica, è stato ospite al festival Molichrom a Campobasso, dove ha affrontato il tema del rapporto tra intelligenza artificiale e fotografia, ponendo al centro la necessità di un’etica condivisa per governare le nuove tecnologie.
L’Intelligenza Artificiale: una opportunità, un’occasione, un rischio?
L’Intelligenza Artificiale presenta delle novità incredibili nel modo di fare automazione che l’umanità conosce fin dall’inizio della rivoluzione industriale.
Ecco che abbiamo una macchina che non è più un surrogato, ma qualcosa che adatta dei mezzi al conseguimento di una finalità. Questo è proprio il passaggio cruciale, poiché si pone il problema del controllo del ‘come’ vengono utilizzati tali mezzi per raggiungere uno scopo.
Tanto più introduciamo l’IA nella nostra vita sociale, così abbiamo il dovere di interrogarci sull’etica, di interrogarci sui mezzi.
A questo punto possiamo parlare di una novità. Cos’è l’algoretica?
Algoretica è una parola nuova. L’uomo è pronto per scrivere un nuovo capitolo all’interno del grande libro dell’etica. Le parole d’ordine sono libertà, responsabilità e consapevolezza. Questo capitolo non è scritto dagli uomini per gli uomini, ma dagli uomini per le macchine. Si tratta di fissare dei veri e propri guardrail etici affinché le macchine non escano mai fuori strada. Parliamo quindi di un grande mondo di regole da stabilire per regolare la relazione tra uomo e macchina.
Da cosa origina la paura quasi ancestrale che una macchina possa influenzare e controllare la vita dell’uomo? Tutto questo è realistico o appartiene al mondo della distopia?
Questa è solo una piccola parte del problema. Già tecnologie meno complesse come la bomba atomica hanno rischiato di cancellare l’uomo dalla faccia dalla faccia della terra. Si tratta di scenari drammatici e possibili.



