Giovedì 5 febbraio alle 17:30 si è tenuta l’inaugurazione della mostra fotografica “Cicatrici” di Giulia Manelli alla libreria La Balena a Milano. L’esposizione, che sarà visitabile fino al 26 Marzo è promossa da La Balena Spazio Arte in collaborazione con l’associazione Il Doppio Sguardo. Ad affiancare le fotografie dell’artista è previsto un programma di incontri sul tema, il primo dei quali si è tenuto ieri in forma di dialogo sull’arte tra Flavio Caroli, professore emerito del Politecnico di Milano e critico d’arte e Marco Garzonio, psicologo e giornalista presidente de Il Doppio Sguardo.
L’autrice, Giulia Manelli, romana laureata in cinema, lavora principalmente per aziende, fiere, eventi e matrimoni; ha collaborato come fotografa di scena alla produzione del film di Krzystof Zanussi il Sole Nero, con Valeria Golino, grazie al quale ha vinto il premio “Giuseppe e Alda Palmas” riservato ai fotografi di scena. Le sue foto sono comparse su D di Repubblica, Ciak, Fashion, Ottagono e vari quotidiani nazionali.
Cicatrici nasce da un’esperienza personale di trauma e guarigione che ha vissuto l’artista e si è trasformata in una ricerca visiva sull’identità, sulla vulnerabilità e sulla possibilità di riconoscersi nelle proprie ferite. Le cicatrici sono infatti segni visibili e invisibili che raccontano ciò che il corpo ha saputo sopportare, trasformare, custodire.
Il presente è un’epoca in cui si tende a rimuovere imperfezioni e negatività, a coprire, a cancellare le cicatrici e il dolore che le ha generate; eppure loro continuano a esistere. E non sono solo ciò che resta dopo il dolore: sono ciò che connette, che ricuce, che permette al corpo di continuare a vivere e a trasformarsi.
Le cicatrici afferiscono allo studio della fisiognomica, ogni segno è un capitolo della vita che ciascuna persona ha vissuto, ci ricorda Flavio Caroli.



