Il mondo del fotogiornalismo italiano perde uno dei suoi interpreti più acuti e poliedrici. È scomparso Mimmo Frassineti, fotografo, giornalista e artista che ha segnato la storia della comunicazione visiva in Italia. Romano d’adozione, formatosi al liceo Giulio Cesare e laureatosi in Storia dell’arte moderna alla Sapienza, Frassineti aveva iniziato la sua carriera come scenografo e illustratore, prima di cedere al richiamo del viaggio e della cronaca per immagini.
La fondazione di AGF e il legame con La Repubblica
L’anno di svolta nella sua carriera è il 1976. In quella data, Frassineti fonda insieme ad alcuni colleghi l’AGF (Agenzia Giornalistica Fotografica), realtà che in breve tempo si impone come leader nel settore dell’informazione visiva nazionale. Contemporaneamente nasceva il quotidiano La Repubblica: tra Frassineti e la testata diretta da Eugenio Scalfari si instaurò un sodalizio professionale intenso e duraturo, che avrebbe portato i suoi scatti nelle case di milioni di italiani.
Una vita dedicata al reportage internazionale
Mosso da un’inesauribile curiosità antropologica, Frassineti ha documentato i principali teatri di crisi e trasformazione globale. I suoi reportage spaziano dal Medio Oriente (Iraq, Siria, Libano, Yemen) all’Africa (Etiopia, Angola, Uganda), toccando anche le complessità di Cina, Russia, Stati Uniti e Bangladesh. Le sue opere sono state ospitate da testate prestigiose come L’Espresso, Archeo e il National Geographic, consolidando la sua fama di testimone del tempo.
Tra fotografia e pittura: il viaggio nell’immaginario
Oltre all’obiettivo, Frassineti ha coltivato una profonda passione per la pittura, intesa come luogo di meditazione. Nelle sue tele emergeva un universo onirico popolato da marinai immaginari e figure letterarie, da Baudelaire a Saint-Exupéry, fino a Sinbad il marinaio. Questa duplice natura di reporter e artista gli ha permesso di svolgere un’importante attività didattica,



