Oliviero Toscani, uno dei più grandi fotografi italiani, è morto lasciando un vuoto incolmabile nel mondo della fotografia e della comunicazione visiva. Lo ha annunciato la famiglia in un breve comunicato stampa.
“Con immenso dolore diamo la notizia che oggi, 13 gennaio 2025, il nostro amatissimo Oliviero ha intrapreso il suo prossimo viaggio. Chiediamo cortesemente riservatezza e comprensione per questo momento che vorremmo affrontare nell’intimità della famiglia. Kirsti Toscani con Rocco, Lola e Ali“, si legge nella nota firmata dalla moglie Kirsti e dai figli.
Conosciuto per il suo approccio provocatorio e innovativo, Toscani ha rivoluzionato la pubblicità e la fotografia, affrontando temi come la società, la politica e la cultura con immagini audaci e significative.
Oliviero Toscani è morto, all’età di 82 anni, nell’ospedale di Cecina, dove era stato ricoverato il 10 gennaio per l’aggravarsi delle sue condizioni, da due anni – come aveva rivelato in un’intervista al Corriere della Sera la scorsa estate – soffriva di amiloidosi.
Nato a Milano nel 1942, Toscani ha iniziato la sua carriera fotografica negli anni ’60, ma è stato con la sua collaborazione con il brand Benetton che ha raggiunto una fama internazionale. Le sue campagne pubblicitarie, come quella del 1991 con l’immagine di un condannato a morte, hanno suscitato polemiche per il loro contenuto forte e senza filtri, ma hanno anche posto interrogativi sulla moralità e sul ruolo delle immagini nella società.
Toscani ha sempre avuto una visione della fotografia come strumento per stimolare riflessioni, spesso provocatorie, su temi di rilevanza sociale e politica. Le sue immagini non erano mai semplici scatti, ma veri e propri racconti visivi, capaci di sfidare convenzioni e di sollevare discussioni globali.
Anche dopo il suo ritiro dalla scena pubblicitaria,


