Adiacente al Teatro di Marcello si trova la Sala Santa Rita, chiesa barocca oggi sconsacrata, che ospita fino al 27 settembre la mostra fotografica dedicata all’isola caraibica, tra volti, luoghi e memoria storica.
Trentatré fotografie per raccontare la Cuba di oggi, sospesa tra difficoltà economiche e un radicato senso di appartenenza alla propria terra. È questo il cuore di “Patria o Muerte – Voci da un’isola che resiste“, la mostra del fotoreporter Valerio Bispuri allestita presso la Sala Santa Rita di via Montanara, a Roma, visitabile fino al 27 settembre con ingresso gratuito dalle 10 alle 19.
L’esposizione nasce dal viaggio compiuto da Bispuri tra giugno e luglio 2026 attraverso Cuba, da L’Avana a Santiago fino alle regioni orientali dell’isola. Il fotografo, noto per il suo lavoro sulle realtà ai margini della narrazione dominante, ha organizzato gli scatti in quattro sezioni che accompagnano il visitatore in un percorso ideale: dalla capitale alle difficoltà del presente, fino al tema identitario, politico e spirituale, dell’orgoglio cubano.
Le immagini restituiscono un Paese segnato da contraddizioni: le strade dell’Avana invase dai rifiuti dove i bambini continuano comunque a giocare, i paesaggi aspri dell’oriente cubano, i volti di chi custodisce, nonostante tutto, un senso di resistenza. A legare le fotografie è un uso particolare della luce, che il fotografo definisce elemento narrativo essenziale: “Poter raccontare con la fotografia vuol dire prima di tutto scendere in profondità, capire il significato di uno sguardo, di un gesto, di un movimento”.
Anche il titolo della mostra affonda le radici nella storia cubana. Come racconta lo stesso Bispuri, “Patria o muerte” non è un semplice slogan, ma una frase che “appartiene alla storia del Paese, alla rivoluzione, alla memoria di intere generazioni”, entrata “nelle case,



