prix-pictet-2025:-la-fotografia-misura-la-tempesta-(e-il-clima-del-nostro-tempo)

Prix Pictet 2025: la fotografia misura la tempesta (e il clima del nostro tempo)

Il Prix Pictet 2025 entra nel vivo: la shortlist (12 autori) mette al centro il tema “Storm”, una parola-chiave che è meteorologia ma anche metafora politica, economica e sociale. Non è solo estetica del disastro: è giornalismo visivo che interroga cause e responsabilità.

Dal lavoro di Takashi Arai sulle eredità nucleari a quello di Camille Seaman sui supercell storm, fino alle indagini sul rischio idrogeologico europeo e alle previsioni di futuri allagamenti, la selezione conferma la vocazione del premio a unire fotografia e sostenibilità.

Il premio, nato a Ginevra nel 2008 e sostenuto dal gruppo bancario svizzero Pictet, mette in palio 100.000 franchi svizzeri, mentre il vincitore sarà annunciato il 25 settembre al V&A di Londra, scelta che rende esplicita l’ambizione museale del progetto e la sua influenza sul dibattito pubblico. Per chi lavora con l’immagine, la lezione è netta: archivi robusti, fact-checking, collaborazione con scienziati e ONG.

Per i media, l’invito è a smettere di cercare la “foto virale” e tornare a serie documentarie capaci di leggere la complessità.

Il 2025 non perdona semplificazioni: la fotografia che conta è quella che porta prove, contestualizza e resiste alla retorica. Tutto il resto è rumore.

The post Prix Pictet 2025: la fotografia misura la tempesta (e il clima del nostro tempo) appeared first on Agrpress.

 » Leggi tutto su AGRpress.it

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
WhatsApp