Con il titolo ‘Everything Is Bright Here’, la mostra personale in Italia di Lucia Buricelli sarà visitabile fino al 28 maggio a Roma (Galleria Z.EMA / Via Giulia 201).
Si tratta di un progetto che raccoglie una serie di immagini realizzate a New York tra il 2019 e il 2025 sulla vita urbana contemporanea e sulla condizione percettiva della metropoli.
“Attraverso un linguaggio visivo saturo e intensamente cromatico, l’artista costruisce una riflessione dinamiche simboliche di uno spazio profondamente segnato dalle logiche del consumismo. Il colore non è elemento descrittivo ma dispositivo selettivo: una soglia percettiva che orienta e destabilizza lo sguardo, filtrando l’eccesso visivo della città globale. In questo senso, il lavoro di Buricelli si avvicina alla riflessione di Susan Sontag sulla fotografia come atto di appropriazione e interpretazione: l’immagine non restituisce il mondo, ma lo trasforma”.
Le immagini sono realizzate “con flash diretto e inquadrature ravvicinate, comprimono lo spazio e intensificano la superficie del reale, generando una tensione continua tra immediatezza e artificio.
Il gesto fotografico, rapido e reattivo, intercetta frammenti minimi e inattesi della vita urbana, restituendo una realtà in cui l’ordinario si carica di una qualità quasi teatrale. Lo sguardo dell’artista si configura come un attraversamento attento e consapevole dello spazio pubblico”.
Gli organizzatori spiegano che in ‘Everything Is Bright Here’ (Eyeshot Magazine, 2024), Buricelli riflette sul paesaggio urbano e sugli effetti del capitalismo avanzato. “La città appare come un sistema saturo di stimoli visivi, in cui eccesso e sovrabbondanza diventano condizioni strutturali, la luminosità evocata dal titolo non coincide con una condizione di chiarezza, ma con un’intensificazione dell’esperienza visiva: una forma di iper-visibilità che, lungi dal chiarire il reale, ne rivela l’eccesso, invitando lo spettatore a interrogare le modalità attraverso cui oggi guardiamo,



