E’ stato presentato domenica 8 febbraio 2026 con notevole affluenza di pubblico presso Spazio5 – via Crescenzio 99/D (in zona Prati, a pochi metri da piazza del Risorgimento) – il libro fotografico di Roberto Strano Storie di Sud (Puntostampe Editrice).
Nel corso dell’incontro, moderato dal giornalista e scrittore Gaetano Savatteri, l’autore ha dialogato con i fotografi Maurizio Riccardi, Luciano Del Castillo e Tony Gentile.
«Fotografo per scuotere l’insensibilità dell’uomo. Ho imparato che la fotografia non racconta solo storie di miseria, di catastrofi o di guerre, ma anche di ordinarietà, di benessere, di giovinezza, di vecchiaia» (Roberto Strano)
«Nelle situazioni più concitate, guerre, proteste, manifestazioni, avere la prontezza di scattare una fotografia degna di questo nome è un talento riservato a pochi. Quelli che ce la fanno entrano a pieno diritto nell’Olimpo dei Fotografi. Sì, quelli con la “F” maiuscola. In questa categoria rientra sicuramente Roberto Strano.
E’ un grande protagonista del nostro tempo, abile a cogliere l’intensità di un attimo, senza troppi orpelli, senza alcuna retorica. Nelle sue mani la macchina fotografica diventa un veicolo privilegiato per raccontare delle storie, soprattutto quelle di chi non viene più ascoltato.
I manifestanti, gli emarginati, i dimenticati – tutte persone che, in un modo o nell’altro, la vita ha messo a tacere. A tutti loro la fotografia restituisce dignità. Regala un volto. A volte, dona perfino la parola. Attraverso i suoi scatti, invece, abbiamo avuto la possibilità di vedere occhi che parlano, sguardi che s’incrociano, […]. Roberto, come è solito fare nei suoi grandi reportage dal Brasile, nelle Favelas più pericolose al mondo, agli attentati a Tunisi, agli anziani, agli incidenti stradali, non regala nulla alle mode attuali di un’eccessiva estetizzazione del dolore,



