L’argentino Rodrigo Abd, fotoreporter dell’Associated Press, è stato proclamato Photojournalist of the Year 2025 al concorso Pictures of the Year Latin America (POY Latam), riconoscimento che conferma il suo ruolo tra le voci più autorevoli del fotogiornalismo contemporaneo.
Il portfolio premiato racconta con durezza e sensibilità tre realtà diverse: le prigioni sovraffollate in Paraguay, simbolo di un sistema penitenziario al collasso; le conseguenze ambientali del Maya Train nello Yucatán, che mette a rischio biodiversità e comunità locali; e l’Afghanistan visto attraverso la kamra-e-faoree, l’antica “fotocamera box” che ancora oggi resiste come strumento popolare. Queste immagini non si limitano a informare: penetrano nella mente dello spettatore, lasciando una traccia che è difficile rimuovere.
Il premio è promosso dalla Fondazione POY Latam, nata come estensione regionale del celebre Pictures of the Year International e guidata da Pablo Corral Vega. La Fondazione ha l’obiettivo di valorizzare la fotografia documentaria e sociale in America Latina, dando visibilità a chi racconta storie spesso invisibili ai grandi media. Ogni edizione non è solo un concorso, ma un archivio di memoria collettiva, un osservatorio critico che restituisce la complessità del continente.
Basta scorrere le gallerie presenti sul sito ufficiale del POY Latam per capire la portata di questo progetto: immagini che raccontano conflitti e speranze, comunità in resistenza e vite quotidiane segnate dalla precarietà. Non c’è estetica fine a sé stessa: ogni foto è pensata come un colpo visivo, capace di aprire varchi nella coscienza e stimolare un senso di responsabilità condivisa.
Rodrigo Abd, già vincitore del Premio Pulitzer 2013 con lo staff dell’AP per la copertura della guerra civile siriana, ribadisce con questo riconoscimento la sua capacità di coniugare rigore giornalistico e forza narrativa. Ma al di là del singolo premio,



