C’è uno sguardo che non si accontenta di guardare. Penetra, scava, restituisce al visibile ciò che il visibile fatica a dire. È questo lo sguardo che dal 22 al 24 maggio 2026 abiterà La Sala Fucine delle OGR Torino, trasformata ancora una volta in un luogo di incontro e tensione critica per la settima edizione di The Phair | Photo Art Fair.
Appuntamento imprescindibile del mese della fotografia torinese, The Phair conferma la propria vocazione: fare della fotografia contemporanea non un ornamento, ma uno strumento di conoscenza. Un dialogo serrato tra immagine e realtà, tra estetica e responsabilità, tra la superficie nitida dello scatto e le profondità spesso inaccessibili che esso rivela.
Tra le proposte di maggiore intensità, Lusvardi Art presenta “Oriri” di Francesco Bellina — un progetto sviluppato tra il 2016 e il 2020 che affronta con rara sensibilità il tema dello sfruttamento delle donne nigeriane lungo le rotte migratorie. Bellina rivela come rituali religiosi e legami simbolici si trasformino in meccanismi di assoggettamento: immagini che sono, insieme, documento e denuncia.
Con tutt’altra vibrazione ma pari profondità, Giorgio Persano porta in fiera l’universo di Per Barclay, con opere nate dall’installazione site-specific che ha avvolto il Teatro di Corte della Reggia di Caserta in un bacino di fluido nero.
Il petrolio come specchio dell’inconscio: una bellezza perturbante, sospesa tra architettura e abisso, tra il reale e il riflesso di ciò che non vogliamo vedere.
Queste sono solo due delle voci di una fiera che, edizione dopo edizione, costruisce un atlante visivo del nostro tempo — complesso, contraddittorio, necessario.
The Phair si rivolge a prestigiose gallerie d’arte contemporanea italiane e internazionali, che dedicano tutta o parte della loro ricerca alla fotografia. In occasione della fiera, vengono presentati progetti espositivi che superano il limite dell’immagine a parete: la fotografia diventa veicolo di sperimentazione tecnica e concettuale,



