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Da MUFOCO a MUNAF: nasce il Museo Nazionale di Fotografia

Il principale museo pubblico italiano dedicato alla fotografia cambia nome, statuto e ambizione. Il MUFOCO di Cinisello Balsamo diventa MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia – con l’ingresso del Ministero della Cultura nella Fondazione come ente fondatore e promotore, accanto alla Città metropolitana di Milano e al Comune.

È un passaggio che riconosce all’immagine fotografica un ruolo strategico nell’offerta culturale del Paese, ponendo le basi per un’istituzione capace di coniugare tutela, ricerca e produzione contemporanea.

La nuova governance conferma alla presidenza Davide Rondoni e definisce un Consiglio di amministrazione rinnovato, con un mandato quinquennale a partire dal 19 settembre 2025, rinnovabile una sola volta. Stabilità e visione sono le parole chiave di una fase che punta a consolidare l’identità nazionale del museo e a rafforzare le collaborazioni con archivi, università, scuole e reti culturali italiane e internazionali.

Il MUNAF eredita un patrimonio imponente: oltre 2 milioni di fotografie, più di quaranta fondi e più di mille autori italiani e stranieri. Tra i nuclei di maggiore rilievo spiccano “Viaggio in Italia” (1984, a cura di Luigi Ghirri), “Archivio dello spazio”, “Milano senza confini”, il fondo “Lanfranco Colombo”, l’archivio dell’“Agenzia Grazia Neri” e la “Raccolta antologica”. Un corpus che racconta decenni di storia sociale, urbanistica e artistica, e che chiede politiche di conservazione e valorizzazione all’altezza del suo respiro.

Nel programma triennale rientrano la digitalizzazione degli archivi, la committenza di nuove opere e un calendario espositivo capace di dialogare con altre arti – dal cinema al design – per intercettare pubblici diversi. Centrale anche la mediazione culturale: laboratori per le scuole, percorsi per famiglie, progetti di inclusione e formazione per professionisti del settore.

La missione è duplice: proteggere la memoria fotografica e, al tempo stesso, generare immagini e sguardi nuovi.

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